12 Marzo 2010 - Economia
PARTITE IVA, UNA RIVOLUZIONE
Confimprese Italia e Confapi lanciano un Ccnl unico per le microimprese

Confapi e Confimprese Italia (l’associazione delle microimprese confluita lo scorso anno in Confapi) propongono un nuovo sistema contrattuale a misura di piccola azienda. Si tratta di un’iniziativa totalmente inedita, visto che nel panorama italiano mancano contratti dedicati esclusivamente alla mini impresa, nonostante rappresenti il 95% della nostra economia e impieghi il 51% dei lavoratori totali. Spazio alla formazione, all’inserimento dei giovani e alla sicurezza nella proposta Confapi-Confimprese Italia, per un contratto collettivo nazionale davvero strategico, in grado di tutelare sia l’imprenditore che il lavoratore, valorizzando la sua professionalità e sostenendo i nuclei familiari monoreddito. Una piattaforma trasversale, che possa cioè rappresentare tutti i settori produttivi e che abbia tutte le caratteristiche di quelle attualmente in vigore, ma in versione “economica”. Infatti gli oneri contrattuali previsti dai normali Ccnl sono difficilmente sostenibili per le microimprese, dotate, come è comprensibile, di minori risorse economiche rispetto alle aziende più strutturate. «E’ tempo di avviare un sistema di relazioni industriali pienamente maturo e quindi capace di sostenere tutti i protagonisti dell’universo economico italiano – commenta Paolo Galassi, Presidente di Confapi - Le PMI e le microimprese in particolare hanno sofferto pesantemente della congiuntura sfavorevole, bisogna perciò dotarle di strumenti efficaci per renderle più forti ed evitare che finiscano col disperdere il patrimonio di figure professionali e competenze che rappresentano la loro storia e il loro futuro». «La proposta per un nuovo contratto dedicato alla microimpresa è pensata per un contratto del lavoro e per il lavoro, in un contesto dove imprenditori e dipendenti sono sempre più collaboratori dell’attività d’impresa. Tutele ed opportunità devono rivolgersi ad entrambi i ruoli. In generale, poi, la microimpresa, quale spina dorsale dell’economia italiana, deve avere un riconoscimento statutario, che la iscriva nella Costituzione materiale del Paese» ha rilanciato il presidente di Confimprese Italia, Guido D’Amico. Il tavolo del confronto, sotto la presidenza di D’Amico, era di quelli delle grandi occasioni. Si sono alternati Eugenio Feroldi, direttore generale Confapi, Vittorio Fini, vicepresidente CNEL, Salvatore Barone della CGIL, Pino Briano della UIL, Uliano Stendardi della CISL ed il presidente della commissione Finanze del Senato Mario Baldassarri.

“Potrebbe essere una svolta storica per il mondo del lavoro in Italia, dove il 95% delle imprese ha meno di dieci addetti e dà lavoro ad un italiano su due” dichiara Guido D’Amico, per il quale “le novità concepite insieme a Confapi sono molte, e potrebbero dare un impulso anche alla nascita di tante nuove imprese. Di portata storica la partecipazione della Cgil, che non aveva mai accettato prima di sedere ad un tavolo su questi temi”.  Confimprese Italia è al lavoro non da oggi perché le microimprese, le partite Iva, i professionisti facciano massa critica sui territori, elaborando azioni conseguenti ed interpretando al meglio la stagione del decentramento dei poteri e del federalismo fiscale. L’associazionismo vuole dunque porsi come snodo intermedio, offrire servizi e definire progetti di sviluppo per i territori inserendoli nel circuito complessivo del mercato, locale e globale.  “Servono scelte nuove, chiare e lungimiranti dalla Politica – chiarisce Agostino Portanova, dirigente siciliano di Confimprese Italia – ed è compito delle associazioni di rappresentanza stimolare le istituzioni alla giusta attenzione verso le iniziative del mondo delle imprese, che conoscono i bisogni del territorio”. L’altro fronte di intervento è la fiscalità: “Il problema è nelle scelte di fondo, dove un eccessivo carico fiscale e previdenziale vessa la microimpresa a discapito del lavoro, non consentendo così alle imprese di poter meglio investire e capitalizzarsi”, commenta Domenico Colella, di Confimprese Italia Lazio. Per Patrizia Patrizi, poi, altro fronte cruciale d’intervento è quello delle iniziative capaci di impattare subito sull’organizzazione del lavoro e la gestione delle risorse umane, modernizzandole il sistema. E proprio Confapi, attraverso il suo responsabile delle politiche per il Lavoro, Armando Occhipinti, chiarisce le ambizioni legate alla piattaforma contrattuale messa in cantiere per la microimpresa: “Ai tempi del mercato glocal sempre più pmi e microimprese tendono a fare sistema. Le microimprese, meglio ancora chiamarle mini imprese, quelle fino a 5 dipendenti, occupano nicchie di mercato sempre più strategiche proprio fornendo servizi, anche molto specializzati, alle pmi ed alla grande impresa in generale. E’ questa vocazione che la nuova normativa vuole interpretare”.

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