12 Marzo 2010 - Economia
OGGI LO STOP
Sciopero generale ma non troppo In piazza solo Cgil

Sciopero generale di quattro ore. Di venerdì. Non impensierisce più nessuno. Lo fa ormai solo la Cgil. Quasi un rituale. Cisl, Uil e Ugl non seguono più la Confederazione rossa di corso d’Italia nelle sue azioni di protesta. Spallate che non portano a costruire un percorso a favore dei lavoratori. Sono manifestazioni contro, non per qualche cosa. Lo sciopero,comunque, i suoi disagi li crea. Soprattutto per la mobilità dei cittadini. Lo stop di 4 ore colpisce maggiormente i trasporti pubblici, con modalità diverse città per città. La Cgil di Guglielmo Epifani, che a maggio andrà a congresso, ha necessità di visibilità, di far sapere che c’è sul territorio, nelle fabbriche e negli uffici pubblici. I temi scelti per le manifestazioni di oggi riguardano tre temi generali: il lavoro, il fisco e la cittadinanza. In alcune città, come Roma, i lavoratori s’incontreranno con gli studenti (da piazzale Flaminio a piazza Mazzini) la cui idea della scuola “è alternativa a quella di un governo che taglia invece di portare la spesa per l’istruzione al 7 per cento del prodotto interno lordo”. Le ripercussioni maggiori si avranno per gli utenti di bus, metro, tram, ferrovie, aerei. Dovrebbero incrociare le braccia piloti, assistenti di volo, personale di terra di tutte le compagnie, ferrovieri, autoferrotranviari. Quanti aderiranno alla protesta? I conti, quando si tratta di sindacati, non sono mai facili. La Cgil sceglie ancora come unica arma il conflitto sociale. La differenza con le altre Confederazioni sta nel metodo di portare avanti le istanze dei lavoratori. Cisl, Uil, Ugl vogliono trattare, negoziare, discutere. Sono, infatti, aperti con il governo ben 150 tavoli sulle aziende in crisi. Sul fisco, come hanno chiesto per primi la Cisl e la Uil, il governo si appresta ad aprire un confronto subito dopo le elezioni Regionali. I redditi da lavoro e i pensionati sono gravati di eccessive tasse. Per Epifani ci sono poi altre due ragioni per scioperare. La prima riguarda l’eventuale introduzione dell’arbitrato in tema di controversie di lavoro. Per la sinistra si tratta di un attentato all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, peggiore di quello del 2002. Non è così risponde il Ministro Sacconi: si tratta di un’ulteriore garanzia per i lavoratori di fronte alle lungaggini e complessità dell’iter giudiziario. La Cgil chiede, infine, politiche di accoglienza e di lotta alle nuove schiavitù con la sospensione della legge Bossi-Fini e l’abolizione del reato di clandestinità.

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