Grandissimo successo e piena solidarietà al primo “girotondo dell’arte” che si è tenuto il 2 marzo scorso a Napoli voluto, organizzato e ideato dal Presidente della Fondazione Vico e Presidente del movimento ecologista europeo, FareAmbiente, Vincenzo Pepe. Il girotondo attorno al museo Madre, era volto a denunciare la grave situazione della regione Campania, che ha privato tutti i musei minori dei finanziamenti regionali essenziali per la loro sopravvivenza, destinando oltre 20 milioni di euro ad un solo museo, il Madre. Abbiamo sentito il Presidente Pepe, che ci ha anticipato che provvederà, ben presto, all’organizzazione di altri girotondi per denunciare i disastri e i degradi dei beni culturali in Italia.
Presidente, si è tenuto il 2 Marzo “Il girotondo dell’arte” intorno al Museo Madre di Napoli. Qual è stato il grado di partecipazione all’evento?
Devo dire inaspettato. Oltre cento rappresentanti di musei della regione Campania hanno testimoniato con noi attorno al museo Madre il dissenso verso una politica culturale iniqua e poco trasparente; aver finanziato soltanto pochi noti, come il Madre, con oltre 20 milioni di euro di fondi comunitari e 41 milioni di euro al Festival d’Italia credo sia uno scandalo. Ci battiamo affinchè ci siano occasioni di sviluppo, ovvero che la cultura stessa sia occasione di sviluppo su tutto il territorio regionale e quindi che sia realizzata una progettualità più estesa. Continueremo questa nostra protesta chiedendo anche al Ministro Sandro Bondi di chiarire quali sono le politiche culturali della regione Campania. Voglio sottolineare che il girotondo dell’arte è un mezzo, uno strumento per manifestare anche la necessità che la tutela, ma anche la valorizzazione e la promozione dei beni culturali, avvenga su tutto il territorio nazionale.
Come Presidente di una Fondazione che gestisce due musei, cosa fare per valorizzare la promozione e il turismo museale?
Io dico basta con i musei chiusi, basta con i musei che fanno solo tutela, occorre aprire i musei. Una delle iniziative che faremo sui girotondi dell’arte coinvolgerà anche altri musei sul territorio nazionale. Diciamo che l’arte è un bene prezioso che deve rappresentare il vero volano dello sviluppo e del turismo dell’intero territorio. Quindi noi chiederemo al Ministro Bondi e al Ministro per il Turismo Brambilla di utilizzare i nostri beni culturali per farli girare nel Mondo e per far si che siano la vera grande attrattiva turistica.
Intende proseguire con questi girotondi dell’arte?
Questa è una iniziativa che credo portero’ avanti anche come Presidente di FareAmbiente. Infatti preannuncio che nei giorni prossimi lanceremo attraverso una conferenza stampa, invitando sia il Ministro Bondi che il Ministro Brambilla a porre in essere politiche in questo senso.
Il girotondo ha sollevato le critiche del direttore del museo Madre - Eduardo Cicelyn- che ha dichiarato: “I fondi a cui fa riferimento Pepe sono fondi europei, che noi abbiamo avuto perché abbiamo presentato precisi progetti”. Che cosa si sente di rispondere?
Voglio far presente che anche gli altri musei hanno presentato progetti che vengono puntualmente cestinati non perché non sono validi, ma perché non fanno parte dei progetti dei soliti noti. Io non riesco a capire perché su 220 musei i progetti buoni li presenti sempre e solo un museo. Non è strano che agli altri progetti non venga data la stessa validità?Proprio per questo noi chiediamo trasparenza e chiederemo anche alla Corte Dei Conti e al Ministro dei Beni Culturali di vigilare.
Il girotondo si è dimostrato essere anche un momento di forte solidarietà... A livello progettuale quali sono i propositi messi da voi in cantiere?
Noi continueremo questi girotondi dell’arte e li continueremo non solo davanti al Madre. Ci sarà un appuntamento mensile, per poi muoverci alla volta di altri musei come quello di Reggio Calabria. Tutto questo perché voglio far comprendere che il girotondo deve essere non solo un segno di dissenso, ma anche di attenzione verso la cultura intesa come volano di sviluppo verso tutto il territorio nazionale e soprattutto per denunciare i disastri e i degradi dei beni culturali e per far si che ci sia più valorizzazione degli stessi.

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