11 Aprile 1997 - Società E Cultura
L’errore di Montanelli

Sul Corriere della Sera dell’8 aprile, Indro Montanelli, commentando l’atteggiamento di Berlusconi sulla questione albanese, dopo aver precisato di ricevere un “coro†di proteste contro il leader di Forza Italia, coro al quale dice di non volersi associare, spiega che l’errore di Berlusconi sta nel non aver previsto i risvolti negativi della famosa visita a Brindisi e di quanto ne è seguito. Mai in passato, spiega Montanelli, “gli avevo visto sbagliare il ‘tempo’ e gli ‘effetti’ di un’’entrata’. Che stia un po’ invecchiando anche lui?â€, conclude simpaticamente il Grande Vecchio del giornalismo italiano.

Duole dissentire da un commentatore tanto autorevole, e che in momenti diversi è stato un punto di riferimento importante per le nostre generazioni, ma crediamo che Berlusconi non abbia sbagliato né “tempi†ne “effetti†della sua politica sull’Albania. Anzi, ha fatto esattamente quello che molte volte gli era stato imputato (a torto) di non saper compiere: delle scelte, degli atti, in nome della politica nel senso alto del termine, in nome cioè dei valori, delle convinzioni di fondo, dei presupposti morali e civili sui quali si fonda un progetto e una visione dello Stato e della nazione.

Curiosamente, proprio coloro che mille volte hanno accusato Forza Italia e il suo leader di ridurre la politica a marketing, di agire sulla base dei sondaggi, oggi criticano un gesto volutamente emblematico (la visita ai profughi a Brindisi), e magari anche una politica responsabile sulla questione dei profughi e sulla partecipazione italiana alla spedizione in Albania, che certo non sono fatti per ottenere consensi immediati. Sappiamo bene che vi sono nell’opinione pubblica sentimenti ed emozioni poco edificanti, che vi è una fetta degli elettori del Polo, ma anche dell’Ulivo (per non dire della Lega), che condividono le garbate esternazioni dell’on. Pivetti (“ributtiamoli in mareâ€) e che forse, sotto sotto, non si dispererebbero troppo se qualche altra nave militare urtasse per errore qualche altro battello carico di profughi. Sono umori anche comprensibili, ma che sarebbe irresponsabile assecondare nella speranza di guadagnare qualche voto alle prossime amministrative. E comunque incompatibili con una cultura liberale come con una visione cristiana della vita civile. Berlusconi ha scelto la strada della politica “altaâ€, non curandosi dei sondaggi, ma perseguendo una strategia politica coerente. La capacità di fare questo è proprio ciò che distingue un uomo di stato da un capopopolo. E questo è strano che proprio Montanelli non lo sappia cogliere. D’altronde l’efficacia di questa strategia, anche in termini immediati, è testimoniata dalle tragicomiche difficoltà e dalle contraddizioni nelle quali si dibatte il governo Prodi. Vi sarebbe da ridere per esempio, se in questa vicenda non vi fossero già stati troppi lutti e non vi fossero in gioco vite umane, italiane ed albanesi, quando un Ministro, autorizzato dal Presidente del Consiglio, partecipa ad una manifestazione nella quale si scagliano pietre e uova marce contro le navi della Marina Militare, per contestare la politica del Governo.

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