“Episodi di denigrazione e di condizionamento della magistratura” sono “del tutto inaccettabili” perché cosi si mette “a rischio l’equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l’ordinamento democratico di questo Paese”. Ad esprimersi con questi toni è la Prima Commissione del Csm che per tutelare i “magistrati accusati da Silvio Berlusconi di agire per finalità politiche” ieri ha approvato all’unanimità un documento che contiene un “pressante appello a tutte le istituzioni perché sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell’intera magistratura che è condizione imprescindibile di un’ordinata vita democratica”. Secondo i magistrati, insomma, il Premier con le sue continue accuse può “delegittimare una istituzione nei confronti dell’altra”. Peccato che più che un invito ad abbassare i toni, il documento emesso dal Csm appaia esso stesso come un attacco nei confronti del Presidente del consiglio. Come rilevano esponenti di spicco della maggioranza. A cominciare del portavoce del Pdl Daniele Capezzone: “I membri del Csm non devono sorprendersi se tutte le rilevazioni attestano livelli elevatissimi di sfiducia da parte dei cittadini nella magistratura - argomenta Capezzone -. Prese di posizione come quella di oggi (ieri, ndr) confermano l’opinione di tanti italiani sul carattere sempre più politicizzato di settori della magistratura. C’é da chiedersi - aggiunge - se il Csm non si ritenga, ormai una sorta di ’Terza Camera’ titolata a muoversi come soggetto politico. Se ci sono magistrati che vogliono fare politica - conclude il portavoce del Pdl - si dimettano, si facciano votare e poi avranno titolo per muoversi come soggetti politici. A mettere a rischio la democrazia sono proprio coloro che, indossando la toga, parlano come se fossero esponenti di parte”. Sulla stessa linea anche il senatore del Pdl Carlo Giovanardi che nota come il documento approvata ieri dal Csm sia stato elaborata da Ugo Bergamo, fonte “poco adatta” a lanciare attacchi dal momento che “mentre era già membro del Csm - ricorda Giovanardi - si è presentato candidato nel 2008 al Senato per l’Udc, nel 2009 sempre per l’Udc ha stipulato gli accordi per gli assessorati nella provincia di Venezia e attualmente è fervido sostenitore della candidatura di Orsoni a sindaco di Venezia. Mi chiedo quale credibilità possa avere un Csm nel quale i componenti entrano ed escono come in una porta girevole, dividendosi fra finta imparzialità e militanza partitica”.

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