12 Marzo 2010 - Interni
PER I 154 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA
Napolitano agli universitari "Qui una bell'aria, fuori la bolgia"

Un’iniziativa di “alto livello culturale e civile”. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato così la cerimonia per i 150 anni dell’Unità d’Italia che si è svolta ieri all’Università di Tor Vergata a Roma. “E’ stata una splendida iniziativa ad alto livello culturale e civile, anche con una comunanza di accenti”, ha detto Napolitano facendo riferimento agli interventi del Ministro degli Esteri Franco Frattini, di quello che ha definito “un esponente storico della politica italiana” come Giuliano Amato e del professor Giuseppe Talamo, presidente dell’istituto storico per il Risorgimento italiano. E contrapponendo la “bell’aria” respirata durante la cerimonia alla “bolgia” che si respira “altrove”, con un riferimento all’attuale clima politico. Nel corso della cerimonia, chiusa da un concerto diretto da Ennio Morricone, Frattini ha indicato le nuove sfide che l’Italia dovrà affrontare in politica estera. Prima fra tutte l’integrazione europea per contribuire a “forgiare una Ue sempre più competitiva sul piano economico, che abbia una mentalità globale e possa contare su un esercito comune”. Un’Europa che, ha detto, dopo il trattato di Lisbona non ha più alibi internazionali: è chiamata a concentrarsi sulla politica più che sulle regole interne e deve saper rilanciare la crescita e l’occupazione“. Ed ha poi ricordato le missioni di pace che ”fanno dell’Italia un partner apprezzato in ogni angolo del mondo“. Ha dedicato il suo intervento alla Costituzione Amato, che ha sottolineato l’importanza del principio dell’equilibrio dei poteri tra le cariche dello stato.  ”Nulla legittima di per sé -ha detto- un potere esorbitante di una istituzione: non lo legittima né un potere ricevuto per grazia di Dio, né per mandato elettorale. Oggi sembra - ha aggiunto - che sia messo in dubbio il consolidamento del principio dell’equilibrio dei poteri che è l’architrave a cui, per fortuna, siamo riusciti a ricondurre la Costituzione della Repubblica“.  Ed ha aggiunto che ”da un paio di anni c’é turbolenza sui rami alti per molteplici tensioni che hanno portato ad una serie di interventi della Consulta“, in particolare per quanto riguarda i rapporti tra capo dello stato e governo e tra governo e magistrati.

 

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