Si potrà anche sostenere che Marco Pannella sia avanti negli anni (a maggio ne compirà 80), certo non si può asserire che il tempo abbia fatto calare la furbizia politica della grande volpe argentata del radicalismo italiano. Infatti Pannella ha velocemente organizzato un doppio binario che metta perfettamente insieme le esigenze dei Radicali (riluttanti verso la popolare piazza) e quelle di Emma Bonino che deve fingersi fino infondo la candidata di tutti i sinitri, dal Pd all’Idv passando per Sinistra Libertà ed ecologia e frange comuniste varie. “La galassia radicale sabato non sarà in piazza. Ci sarà invece Emma, perché oltre a essere la nostra candidata è anche quella di una coalizione di forze più ampia”, è quanto annuncia Marco Pannella nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio in vista della manifestazione del centrosinistra di sabato prossimo in piazza del Popolo. Pannella torna a parlare “dell’affaire liste” e ricorda la richiesta avanzata dai radicali nei giorni scorsi per una “sanatoria delle firme per quanti hanno rispettato il termine della presentazione delle liste”. Richiesta che è caduta nel vuoto così come non è stata ascoltata, almeno finora, quella di allungare i tempi della campagna elettorale portando di fatto a un rinvio del voto. E infatti la scelta di non scendere in piazza sabato nasce proprio, sottolinea Pannella, dalla constatazione che non sono rispettati i termini della campagna elettorale che si è ridotta a una “manciata di giorni contro le quattro settimane previste. Si tratta - dice - di un imperativo e noi vogliamo sia rispettato. Il mio è un appello, un invito a schierarsi sulle nostre posizioni perché abbiamo bisogno di legalità”. I Radicali ribadiscono anche di non avere alcuna intenzione di fare marcia indietro sul fronte dei ricorsi aperti, e avvertono che questo potrà comportare un rischio: “Noi vorremmo - sottolinea infatti Pannella - che queste elezioni non vengano annullate per nostre iniziative dalla giustizia europea e internazionale”. Pannella è coerente, rispetta nel tempo la sua massima “Noi siamo diventati Radicali perché ritenevamo di avere delle insuperabili solitudini e diversità rispetto alla gente”. E’ il complesso d’evidente superiorità che spingerà sempre il leader radicale a giocare con la plebaglia partitocratica al pari d’un gatto coi topi. (ru.cap.)

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