10 Marzo 2010 - Interni
Schifani avverte Dibattito garantito

Il disegno di legge sul legittimo impedimento, che permette al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di bloccare per 18 mesi i suoi processi, è arrivato ieri alla prova del Senato, dove la maggioranza punta ad approvarlo in via definitiva nel giro di pochi giorni, nonostante la levata di scudi dell’opposizione. Il centrosinistra è entrato ieri, come loro solito, nell’aula di Palazzo Madama con una valanga di circa 1.000 emendamenti e una forza polemica ed uno ostruzionismo che ha trovato nuova spinta dopo il dl “salva-lista”. L’aula del Senato ha bocciato per alzata di mano con una votazione unica le cinque pregiudiziali di costituzionalità al provvedimento sul legittimo impedimento presentate dalle opposizioni. L’Udc, come annunciato prima della conta da Dorina Bianchi, si è astenuta. Pd e Idv chiedono più tempo perché venga superato il contingentamento dei tempi della discussione alla luce della rilevanza e del peso del provvedimento “che merita l’adeguata attenzione”. All’appello, rivolto al presidente del Senato, Renato Schifani ha riposto facendosi garante dei diritti dell’opposizione: “Il diritto di parola e di opinione in quest’aula è e continuerà ad essere sacro”, ha detto Schifani che, pur tenendo fermo il contingentamento dei tempi, ha assicurato una interpretazione elastica della decisione, chiedendo all’opposizione di “selezionare e concentrare” le proprie proposte riducendo il numero degli emendamenti presentati e alla maggioranza di cedere parte del suo tempo all’opposizione. Richiesta subito accolta dal vicecapogruppo del Pdl, Gaetano Quagliariello, che ha dato una disponibilità condizionata alla cessione dei tempi del dibattito. “Ci riserviamo di concedere parte del nostro tempo a disposizione nella discussione a seconda dell’andamento dei lavori – ha detto Quagliariello -. E’ chiaro che così sarà se non assisteremo all’utilizzo del tempo da parte dell’opposizione in senso ostruzionistico, per portare oltre ai limiti segnati l’approvazione del provvedimento”. Una risposta, questa, che ha determinato l’immediata replica del vicepresidente dei senatori Pd, Luigi Zanda: “Apprezziamo le parole del presidente Schifani, ma riteniamo la pratica della concessione profilata dal senatore Quagliariello una pratica senza decoro, che non accettiamo e che respingiamo fermamente perché qui noi chiediamo e intendiamo far valere solo quello che è un diritto dell’opposizione”. Dura opposizione anche dall’Idv che, con il capogruppo Felice Belisario, ha escluso di poter fare in aula il “semplice passacarte” su un provvedimento così delicato e importante come il ddl sul legittimo impedimento. Diversa la posizione dell’Udc che, in caso il testo non dovesse essere accogliere alcune modifiche proposte dai centristi, si asterrà come già fatto alla Camera.

 

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